Secondo il Barometro Censis – Commercialisti, nel 2021 460 mila PMI rischiano di chiudere battenti a causa della pandemia

È una vera e propria “strage” quella annunciata da Censis e dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti, secondo cui, nel 2021 460 mila PMI rischiano di chiudere battenti a causa della crisi sanitaria. È quanto emerso dal “II Barometro Censis – Commercialisti sull’andamento dell’economia italiana” che raccoglie le opinioni e le testimonianze di oltre 4.600 commercialisti. Le PMI, sulle quali la pandemia potrebbe avere conseguenze drammatiche, rappresentano circa l’11,5% del totale. Sono quelle con una media di 10 dipendenti l’una e che hanno un fatturato al di sotto dei 500 mila euro annui. Stando all’indagine, la perdita totale sul fatturato delle PMI ammonterebbe a 80 miliardi di euro, mentre quasi un milione di persone si ritroverebbe senza lavoro. La pandemia porterebbe alla chiusura il doppio delle imprese che hanno chiuso tra il 2008 e il 2019.

Nello specifico, il Barometro Censis – Commercialisti ha rilevato che nell’anno in corso le imprese hanno subito una perdita di fatturato uguale o superiore al 50%. Per il 25,6% dei commercialisti il calo è avvenuto in oltre il 50% della clientela, per il 45% in una quota tra il 26% ed il 50%, per il 24,9% in una stretta minoranza. Stesso discorso per la mancanza di liquidità, uguale o superiore al 50% nelle aziende. Per il 30,3% dei commercialisti riguarda oltre il 50% delle imprese clienti, per il 38,1% una quota tra il 26% e il 50%, per il 25,5% una stretta minoranza.

Oltre a prefigurare uno scenario piuttosto preoccupante per l’anno a venire, i commercialisti hanno messo nero su bianco anche alcune soluzioni da adottare subito per evitare che accada il peggio. In particolare, i professionisti chiedono di snellire la burocrazia in modo tale da permettere alle aziende di rialzarsi. In secondo luogo, per alleggerire la Pubblica Amministrazione, potrebbero essere attribuite ai liberi professionisti del sistema ordinistico alcune funzioni sussidiarie. Infine, secondo Censis – Commercialisti, la maggior parte delle misure economiche messe in campo dal Governo sono insufficienti per evitare questo collasso. Servirebbe una svolta chiara e decisiva, con liquidità più consistente e da erogare in modo tempestivo.