La crisi pandemica che ha stravolto le nostre vite e le nostre abitudine continua a portare con sé effetti collaterali fortemente preoccupanti, quando tutto sarà finito toccherà fare una seria conta dei danni, soprattutto per le piccole e medie imprese nazionali che, a fatica, riescono ancora a tenere aperti i battenti.

La pressione fiscale è alla base della critica situazione in cui versano le imprese, sull’argomento è intervenuto pochi giorni fa il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, che ha detto: “Quest’anno saremo impegnati con la riforma fiscale, proseguendo con la riduzione delle tasse, che abbiamo già avviato. Alleggerire il fisco, soprattutto in questo momento, è fondamentale per favorire la ripresa. Due i fronti su cui stiamo già agendo:

– il primo per ridimensionare la crisi e le difficoltà che hanno imprese e autonomi. Lavoriamo per far ripartire le rateizzazioni decadute, prevedendo le sospensioni della rottamazione “ter”, un saldo e stralcio e impostando una rottamazione “quater”. Questo sarà accompagnato da una riforma della riscossione che stralci le vecchie cartelle che non sono più riscuotibili;

– il secondo per intervenire, fin da subito, sulla pressione fiscale degli autonomi, che non possono più aspettare. Interverremo attraverso meccanismi di semplificazione e accordi tra Imprese e Fisco, capaci di ridare slancio alla colonna vertebrale di questo paese che è fatta di PMI. Ma anche abolendo tutte quelle piccole tasse che infastidiscono solo i cittadini e non portano nulla.

È un lavoro di riforma e semplificazione importante, anzi fondamentale, che passa anche dalla realizzazione di Testi unici, che mettano ordine tra le centinaia, quasi migliaia, di norme.

Aiutare l’economia a ripartire vuol dire anche favorire il rapporto tra il fisco, i cittadini e le imprese. E per questo serve un fisco semplice, giusto e trasparente”.

Per far fronte all’emergenza Coronavirus sono state in effetti adottate numerose misure straordinarie dirette a prevenirne ed arginarne l’espansione e gli effetti sul sistema economico. Si tratta di provvedimenti d’urgenza emanati tra marzo e novembre: il decreto-legge n. 9 del 2020, le cui misure sono poi confluite nel successivo più ampio intervento legislativo contenuto nel decreto-legge n.18 del 2020 Cura Italia (L. n. 27/2020), il decreto-legge n. 23 del 2020 Liquidità (Legge n. 40/2020), il decreto legge n. 34 del 2020 Rilancio (L. n. 77/2020), il decreto-legge n. 104 del 2020, decreto-legge Agosto, e, da ultimo, il decreto-legge n. 137 del 2020 Ristori (A.S. 1994), il decreto-legge n. 149 del 2020 Ristori-bis (A.S. 2013) e il decreto-legge n.154 del 2020 Ristori-ter. Tra le numerose forme di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese, particolare rilievo assumono le misure per la liquidità previste dal decreto legge n. 23 del 2020 (qui il dossier) e dal decreto legge n. 34 del 2020 (qui il dossier di sintesi). Gli interventi sono stati adottati ai sensi del quadro europeo temporaneo sugli aiuti di Stato “Temporary Framework for State aid measures to support the economy in the current COVID-19 outbreak”, adottato dalla Commissione UE per consentire agli Stati membri di sostenere il tessuto economico produttivo nazionale nel contesto della pandemia di COVID-19, in deroga a quanto consentito dalla disciplina ordinaria sugli aiuti di Stato (si rinvia, sul punto, all’apposito tema dell’attività parlamentare).

Alle imprese non resta che farsi consigliare verso la misura più adatta alle proprie esigenze, sempre stringendo i denti e augurandosi che tutto finisca… bene e nel più breve tempo possibile!